Recensione su No Respect

Credo di aver incrociato un paio di Derelitti al concerto londinese dei Dogs d’Amour (quello in formazione completa di fine febbraio) e, apprezzando i lavori passati di Hollywood Killerz e Pouty Lips, ho fatto mio il “file MP3” di questo lavoro. Nessuna copia in CD ma solo una edizione limitata in vinile per chi ancora (mi dicono esser tanti) dispone di un giradischi e, soprattutto, del tempo da dedicare al solo ascolto musicale. Non conosco gli altri due componenti della band che, suppongo, siano del “giro” torinese. Copertina ultra dandy per un lavoro che ha tante luci, ma anche qualche lacuna. Sulla scia dei concittadini Doberman (autori di un ottimo debutto) i nostri tirano fuori nove pezzi di punk rock’n’roll cantato rigorosamente in italiano. Piace, e molto, il modus operandi della band che unisce i Kiss dei primordi (“Tu mi nuoci”), al proto-punk di Dead Boys et similaria oltre che a buona parte della rivisitazione garage rock di scuola scandinava, senza dimenticare gli immancabili Hanoi Rocks (“Vedo non vedo”). Se musicalmente la band estorce dei suoni “diabolicamente” intriganti, dal punto di vista degli arrangiamenti vocali fatica a tenere la barra a dritta. Non è un problema del singer in sé, ma proprio della cadenza dei testi che sembra “appiattire” su un binario unico canzoni che musicalmente hanno percorsi differenti. “Eliminailaria” e “Mi svendo” sono piuttosto esemplificative in tal senso. E anche songs come “Derelitta (Psycho babe”) e “Mi esplode la testa” avrebbero avuto bisogno, a mio parere, di una maggior cura “stilografica” che ben ritrovo sulla mia traccia preferita “Livida sbronza d’amore”.

La rilettura in acustico di “Derelitta” conferma la bontà di un progetto nato di fronte a due birre ma che potrebbe non chiudersi qui.

Alessio C.

http://www.norespect.it/

Recensione di “Come Se Non Ci Fosse Un Domani” su SNAFU

Mentre noi soldati in trincea ci interroghiamo sulla banalità del male, i Derelitti, un quartetto Torinese nato nel 2012, registrano e stampano un album. Tra le loro influenze vantano i Turbonegro, gli Stooges, Johnny Thunders e… gli Stones! Infatti ascoltandoCome Se Non Ci Fosse Un Domani le schitarrate alla Keith Richards (con le dovute differenze, sia chiaro) sono la prima cosa che si fa notare – vedi Vedo Non Vedo Tu Mi Nuoci. Tuttavia i Derelitti suonano molto più sporchi e veloci degli Stones e fanno la coraggiosa scelta di cantare in italiano. Il quartetto oscilla tra canzoni autoironiche su devastazione post-traumatica e alcolismo a temi più perversi o esplicitamente a sfondo sessuale. Tutto Quello Che Livida Sbronza d’Amore sono le ballate malinconiche e al tempo stesso ironiche che potrebbero essere uscite da un LP degli Skiantos. L’album è stato registrato al Dracma Recording Studio di Torino. Il disco è stato autoprodotto e pubblicato in formato 12” giallo, in 300 copie numerate a mano, e in digital download. Lo potete ascoltare qui

http://snafurock.blogspot.it/2013/11/i-derelitti-come-se-non-ci-fosse-un.html

Recensione di “Come Se Non Ci Fosse Un Domani” su Veglam!

The United States have Detroit, and Italy has Turin! Four good looking local heroes from various bands such as HOLLYWOOD KILLERZ, POUTY LIPS, LE CROSTE, FLOWERS CIRCLE and The PENNILESS have decided to join forces in order to express their love for protopunk in Italian language.
THUNDERS guitars and catchy choruses (« Eliminailaria », « Tu Mi Nuoci ») flirt with STOOGES riffs and DEAD BOYS energy (« Derelitta ») in an edgy party punk atmosphere sometimes close to TURBONEGRO ; glam rock guitars and hand claps in «Mi Svendo »,  you’ll also get a bit of STONES in « Vedo Non Vedo », and an interesting acoustic version of « Derelitta» in case you need to slow things down a bit. On the other hand, the angrier side of the band can be found in « Mi Esplode La Testa », reminding us that Italian also works well for punk/hardcore bands, remember NEGAZIONE, RAW POWER, or more recently LOS FASTIDIOS?
Listening to this record will just make you want to see the live version of these songs, picturing big singalongs from an over excited partyin’ audience rockin’ a small and sweaty club,,,
While you’ve probably heard GIUDA and FAZ WALTZ by now, Italy now brings us a new cool band with a strong identity. Please, keep them comin’!/Laurent C.

http://veglam.com/2013/11/01/i-derelitti-come-se-non-ci-fosse-un-domani/

Recensione di “Come Se Non Ci Fosse Un Domani” su Slam!

Non è che io sia un grande amante del “Rock Italiano”, anzi, diciamo pure che per me è un ossimoro, tanto che mi piace pensare che quelle poche band che ascolto ed apprezzo, tipo Francesco-C o i Rats di “Indiani Padani” (quanto vorrei ne esistessero dei “raw mixes Liga free”), non rientrino nella categoria ma suonino del rock CANTATO in italiano.

Se vi sembra una sottigliezza del c***o e non cogliete la differenza, sgombrate please, che di rock’n’roll non capite una mazza! Io con le lagne emiliane che vanno per la maggiore non mi ci trovo, e se mi chiedete cos’è il rock a quelle latitudini, vi rispondo senza mezzi termini: Jany James, Le$ter ed Iggy (quello con la bottiglia, mica quell’altro di Detroit!), ça va sans dire….

Capirete quindi che se quattro rocker torinesi con i contro-cazzi partoriscono un disco in vinile giallo, in 300 copie numerate a mano (mia per “default” è la Nr. 69, crepate d’invidia!), attingendo al putridume proto-punk di New York, Hell-sinki e Detroit possono pure cantare in austro-ungarico che il risultato è garantito!

E’ un gran sollievo sentire finalmente la voce di Sweetmauro, dandy decadente invasato da demoni glamour d’altri tempi, incisa in modo decente, ormai non ci speravo più, non dimenticherò mai le sue performance con i Pouty Lips, ma godo come un riccio anche ascoltando i vecchi pezzi in italiano delle Croste, di cui i Derelitti sembrano figli illegittimi.

Un altro mio feticcio è Simo, il chitarrista degli Hollywood Killerz qui in veste di bassista, la cui mente deviata, mi ci gioco le palle, ha concepito la perversa “Mi Esplode La Testa”, che altri non è che una malsana rivisitazione di “Good Morning Headache” dei grandiosi Smack. Geniale! Claude ne sarebbe orgoglioso!

Gli altri due loschi figuri, che non ho il piacere di conoscere, sono Dum, cantante dei Flowers’ Circle ed Il Broda, cantante dei Penniless, che si occupano egregiamente di chitarra e batteria, in un gioco di scambio di ruoli particolarmente riuscito.

In ogni dannato microsolco di questo piccolo gioiello si respira il sudiciume rock’n’roll più tossico e perverso, trafugato senza tante sottigliezze a Stones e New York Dolls (“Tu Mi Nuoci”, “Eliminailaria”, “Vedo Non Vedo”), a Iggy & the Stooges (“Tutto Quello Che”, “Livida Sbronza d’Amore”), a Dead Boys (“Derelitta”), a Johnny Thunders (la Toxic Park version di “Derelitta”), ed Hanoi Rocks (il riffing di “Mi Svendo”, incisa anche con Tozzo dei Linea 77, è sghembo quanto quelli di Andy McCoy).

I testi sono crudi e diretti, maleducati e nevrotici, le melodie sbronze e deviate portano prepotentemente alla ribalta polverose memorie del Max’s Kansas City, del Mercer Arts Center e della Bowery, della Motor-City e della Londra dei bei tempi, altro che “Via Emilia”!

E due parole per l’artwork del disco le vogliamo spendere? Nah, si commenta da solo, se non ve ne innamorate perdutamente gettate la spugna, il rock (quello “vero”) non fa per voi. Ah, dimenticavo: per voi decerebrati che vi siete liberati del giradischi perché “out”, c’è pure un codice per il download digitale, bischeri…..

http://www.slamrocks.com/2013/10/25/i-derelitti-come-non-ci-fosse-un-domani/