Recensione del live al Circolo Zerbini, Parma – by Collettivo Garagistico

Se suoni prima dei Derelitti e non ti spacchi una lattina in testa, in effetti, può sembrare che stai mogio, mogio. Come ci si aspettava, i quattro di Torino danno spettacolo.
Già, dare spettacolo. Nel rock’n’roll è una componente fondamentale eppure questo fatto divide. C’è chi li bolla come “eccessivi” o “coatti”… beh, come minimo. Tutti complimenti se fai quello che fanno loro. Mica possono piacere a tutti e secondo me la magia dei Derelitti è proprio questa, perché la verità è che SweetMauro è un personaggione. Ha letteralmente rapito le prime file per circa un’ora, nonostante il caldo. Nudo entro i primi 10 minuti. Stiv Bators: mode on. Si canta di donne, eroina, ma soprattutto di gnocche e droga. C’è qualcos’altro che conta? A perdere la strada si finisce come a Kurco Bain, capito?
I Derelitti, giocano (“play” in inglese) e intanto sdoganano quello che noi italiani ci vergognamo tanto di essere, cioè dei grandissimi tamarri. Da non dimenticare, le citazioni che i Derelitti fanno a proposito di un certo rock italiano degli anni ‘80.
Per me, salvatori della patria e gente divertentissima. Invitateli nella vostra città, anche senza farli suonare vi faranno divertire perché sono più veri del vero, diofà.

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