Recensione su manwell.it

Duole ammetterlo ma anche nel punk’n’roll più scalcinato noi mangiaspaghetti siamo dei fighetti attenti alle scene, ai cazzo di cravattini, ai giubbeti jeans, ai riferimenti musicali giusti: meglio se oscuri. Ben venga allora un gruppo di veri tamarri come I DERELITTI.
L’immaginario musicale di questi soggetti provenienti dal sottobosco sabaudo rimanda, per loro stessa ammissione, a Stooges, Rolling Stones, Johnny Thunders e Turbonegro. Glam-proto-punk burino e hard-rock fetido, insomma. Roba originale come una Lacoste comprata da un marocco sul lungomare di Rimini. Sotto il profilo “culturale”, chiamiamolo così con le virgolette d’obbligo, siamo dalle parti di Skiantos, Pino dei Palazzi e dei grandi Truzzi Broders, guarda caso di Torino come loro.
Cantano in italiano biascicando testi che sono tutto un programma (Derelitta), sudano e probabilmente puzzano pure questi Derelitti. Intanto andatevi ad ascoltare i pezzi sulla loro pagina Bandcamp, poi fate come volete. Io mi fionderei subito su una delle 300 copie del vinile. Giallo. Come ‘Nzalla dei Truzzi Broders. E tutto torna.

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