“Brutti e Sporchi Come Si Deve” – recensione su Il Fatto Quotidiano

fatto-quotidianoIl rock’n’roll italiano di oggi, quello più diretto e ruspante, dopo i Giuda, ha un altro nome di punta nei Derelitti. Stiamo parlando di un gruppo nato nella periferia di Torino nel 2012, formato da quattro personaggi poco raccomandabili dell’underground locale, soliti a frequentare i peggiori pub della città, accomunati dalla passione per l’alcol e la musica più lercia e sguaiata che esista: il rock’n’roll energico e selvaggio dei Rolling Stones, il proto-punk di Stooges e New York Dolls, il punk degli Heartbreakers, il glam e l’hard rock scandinavo di Hanoi Rocks, Turbonegro e Hellacopters. Un miscuglio di influenze che affiora prepotentemente nel loro debutto, l’esplosivo “Come se non ci fosse un domani”. Nove tracce interamente cantate in italiano: testi alla Skiantos (memorabili brani come “Tu mi nuoci”, “Eliminailaria”, “Derelitta”, “Mi svendo”) e riff micidiali. Il disco è autoprodotto e stampato esclusivamente in 300 copie viniliche di colorato giallo numerate a mano.

Gabriele Barone

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