Articolo su Rolling Stone “E se il Blasco Fosse Cresciuto al CBGB’s?”

E se il Blasco Fosse Cresciuto al CBGB’s?

Forse oggi sarebbe al posto dei Derelitti: la band piemontese che unisce NYC punk e Steve Rogers Band. Prossimamente in tutte le birrerie…

di Gaia Pollastrello

L’anello di congiunzione tra gli Heartbreakers di Johnny Thunders e la Steve Rogers Band di Massimo Riva. Questo l’effetto che fanno i Derelitti: rock & roll da band newyorkese anni ’70, ma cantato in italiano, riuscendo non si sa come a non sfociare nel demenziale.
Così anche una canzone che inizia con: “Sabato sera / son seduto al bancone del bar / sto aspettando lei / l’altra sera era come una star” risulta godibilissima, e le citazioni che snocciolano in Vedo non vedo – nell’ordine Rolling Stones, Steve Jones e Hanoi Rocks – fanno dimenticare tutti gli ultimi bicchieri coi quali il rock nostrano ha provato a sbronzarci, invano, negli ultimo decenni…
Se i gruppi che fanno i concerti nei pub di provincia e alle feste della birra aspirassero a una carriera alla Stiv Bators, anziché da aspiranti Vasco o Ligabue, sarebbero esattamente come loro. Invece i piemontesi Derelitti sono un caso più unico che raro: perché, come gridano in Mi esplode la testa (riadattamento di un pezzo degli Smack, band finlandese anni ’80), “La realtà non è molto chic”.
Divertono senza pretese e risultano involontariamente camp quando, sbraitando “Mi svendo-o-o”, con tanto di handclapping strafottente, celebrano le nozze tra New York Dolls e Renato Zero. Magari faranno la fine di tutte le più promettenti “next big thing” della storia della musica, ma a loro non potrebbe fregare di meno. Il titolo dell’album d’esordio già lo dice: Come se non ci fosse un domani.

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