Recensione su RUMORE di Dicembre

RumoreDa approcciare con la dovuta ironia, l’esordio dei torinesi Derelitti. A partire dalla copertina, che riassume tutti i clichè del r’n’r e oggettivamente non si può prendere sul serio. Poi la puntina scende sul vinile e capisci che la band sta dalla parte giusta. Prima il grottesco Canto dei Derelitti (un estratto sonoro dal film Tosca di Luigi Magni), poi parte Tu mi nuoci e ogni cosa va al suo posto: r’n’r marcio, ma marcio davvero, mid-seventies dentro (Dolls, Heartbreakers, Stones). La produzione è tozza e il cantato in italiano sorprendentemente efficace, come se Johnny Thunders fosse cresciuto all’ombra di Mirafiori e si fosse sfondato di Barbera dozzinale invece di bucherellarsi le braccia. Più o meno. In ogni caso, roba buona che dal vivo non può non funzionare. Spazzatura per intenditori.

Luca Frazzi

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